Lazio gourmet tra Street Food e Primi della tradizione

Gaeta

È in Lazio che termina il mio primo viaggio alla scoperta delle eccellenze italiane. 3500 km lungo le strade di mezza Italia per avvicinarmi al mondo dei produttori di qualità del nostro paese. Con questo viaggio, il primo di molti, ho iniziato un nuovo percorso per comprendere a fondo il valore del cibo di qualità, il #CiboVero.

Lasciando il napoletano, attraversiamo un territorio tra Campania e Lazio dove le bufale sono ancora protagoniste. Oltre alla Valle del Sele infatti, il casertano e l’agro-pontino rappresentano le aree di maggiore diffusione di allevamenti di bufale e produzione di mozzarella. Una vera fortuna venire in vacanza in queste zone.

Tiriamo dritto e arriviamo a Gaeta (foto in alto). Siamo nel basso Lazio, in una località nota fin dai tempi degli antichi romani, porto turistico e militare, e sede NATO.

Percorriamo a piedi tutto il bello (ed infinito) lungomare che porta verso l’insediamento medievale sviluppato su un promontorio. Qui assaggiamo la Tiella Gaetana, tipica dello street food locale, si presenta come una torta salata fatta di impasto morbido, simile a quello per la pizza, tirato molto sottile e ripieno. Noi proviamo una farcitura classica di scarola e olive di Gaeta.

Tiella Gaetana

Un prodotto celebre di Gaeta sono infatti queste olive dal colore violaceo e dal caratteristico retrogusto di vino. Vennero chiamate “di Gaeta” perchè commercializzate nel suo porto, ma in realtà sono olive di Itri, località collinare a pochi minuti dalla costa. Se capitate da queste parti fate un giro anche qui e percorrete la statale fino a Sperlonga. I panorami sono incredibili.

Sperlonga

Un’altra farcitura tipica della Tiella è con le cozze locali, rinomate in tutta la regione. Le Cozze di Gaeta sono di allevamento e si pescano a partire da Maggio quando sono sufficientemente adulte e risultano più saporite.

Ultima sosta prima di tornare a casa sono i Castelli Romani, diversi da come li pensavo, ma di sicuro fascino.

Frascati

Non ci sono castelli (sic!), ma Frascati, la prima città incontrata uscendo dal raccordo anulare, è un vero gioiellino e la vista su Roma è magnifica. Qui assaggiamo la prima Porchetta della giornata, presso La Pizzicheria di Piazza del Mercato. Speziata, profumata, con una carne saporita e umida. Davvero ottima. Una delusione invece quella assaggiata all’altro lato della piazza presso il chiosco giallo L’Angolo del Panino.

Porchetta

La Porchetta è un piatto tipico di molte regioni italiane, soprattutto in Centro Italia, e protagonista dello street food nostrano. La paternità è incerta, ma senza dubbio qui nei Castelli Romani se ne prepara una eccellente, tanto da aver ottenuto la certificazione IGP.

Come indicato nel disciplinare della Porchetta di Ariccia IGP, la carne deve essere di suini femmine, disossati manualmente e conditi con sale e un mix di pepe nero macinato, aglio e rosmarino in precise proporzioni. Così speziata, viene legata e cotta tra i 160° e i 280° dalle 3 alle 5 ore. L’assaggiamo all’Antico Grottino, ovviamente ad Ariccia, unico comune dove si può produrre la porchetta a marchio IGP. Crosta croccante, carne rosa pallido profumata e saporita, si scioglie veramente in bocca.

Porchetta di Ariccia IGP

Ariccia è famosa anche per le Fraschette, tipiche osterie dal carattere rustico dove è possibile mangiare con una piccola spesa piatti tipici locali dalla porchetta ai primi della tradizione romana: carbonara, cacio e pepe, amatriciana.

Devo essere onesta, i primi romani sono tra quelli che le mie papille gustative apprezzano maggiormente. Sono schietti, di una bontà sincera e benchè semplici, sono molto difficili da realizzare come si deve.

Ceniamo a Grottaferrata presso la Taverna Mari, conosciuto per la qualità delle materie prime da loro utilizzate. Mangiamo i tonnarelli, uno spaghetto all’uovo tradizionale, in due versioni: Cacio e Pepe con Pecorino di Brunelli DOP e Pepe Nero di Rimbàs (Presidio Slow Food), e una Gricia, che altro non è che un’amatriciana in bianco, quindi con guanciale, pecorino romano e pepe. La Cacio e Pepe la preferisco più cremosa, ma vengo completamente appagata dal sapore.

Cacio e Pepe

Copia di IMG_5076

In questo viaggio ho interiorizzato valori che già condividevo. Come l’importanza del legame col territorio, imprescindibile elemento nella determinazione dell’identità e della qualità. Conoscere l’origine dei prodotti, come materia prima o rielaborati in un piatto, sapere come vengono fatti ci aiuta a dare il giusto valore al cibo di qualità. È bello poter raccontare e conoscere la storia di quello che mangiamo.

Indirizzi utili:

  • Pizzeria del Porto
    Via Bausan 40, Gaeta (LT)
    Tel. 0771.460067
  • La Pizzicheria
    Piazza del Mercato, Frascati
  • Antico Grottino
    Piazza di Corte 15, Ariccia
    Tel. 348.4703483
  • Taverna Mari
    Via Piave 29, Grottaferrata
    Tel. 06.93668261

This post is also available in: Inglese

More from Daniela Barutta

Giardini Ripadiversilia, il vino made in Versilia

Studiare, leggere, documentarsi, e farsi guidare da chi ne sa di più. All'attivo di...
Read More

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *